Faib e Fegica, le associazioni dei gestori di carburanti, denunciano che a circa 36 ore dall’intervento del Governo il taglio dell’accisa sul gasolio non si sarebbe ancora tradotto in una riduzione effettiva dei prezzi alla pompa. Le due organizzazioni sottolineano che la riduzione fiscale, pari a circa 5 centesimi al litro, è stata introdotta con l’obiettivo di contenere i costi del carburante e di sostenere i consumatori, evidenziando come la misura rappresenti un intervento finanziato con risorse pubbliche stimato in circa 40 milioni di euro.
Secondo Faib e Fegica, il mancato allineamento immediato dei prezzi al dettaglio rispetto alla riduzione dell’accisa solleva interrogativi sull’efficacia della misura e sulla sua reale ricaduta sui cittadini. Le associazioni chiedono dunque una maggiore attenzione da parte del Ministero competente e del Garante, affinché venga verificato se il beneficio economico previsto dalla norma stia effettivamente raggiungendo i consumatori finali.
Nel comunicato diffuso congiuntamente, i rappresentanti dei gestori precisano che la responsabilità di questa situazione non può essere attribuita agli esercenti degli impianti di distribuzione, i quali non determinano i prezzi di acquisto del carburante. Secondo le due organizzazioni, il prezzo di vendita alla pompa viene stabilito dai soggetti che operano a monte della filiera e che forniscono il prodotto alle stazioni di servizio.
Alla luce di queste considerazioni, Faib e Fegica ritengono necessario rafforzare l’attività di monitoraggio dell’andamento dei prezzi, soprattutto in presenza di interventi fiscali straordinari destinati ad alleggerire il costo del carburante. Le associazioni evidenziano inoltre come episodi analoghi si siano verificati anche in passato, quando misure pubbliche finalizzate a contenere i costi energetici non avrebbero prodotto risultati pienamente coerenti con le attese.
Le due sigle tornano poi sul tema dell’efficacia del cosiddetto price cap, sostenendo che il mancato adeguamento del diesel alla riduzione dell’accisa dimostrerebbe che i prezzi continuano a essere determinati dalle compagnie petrolifere o dagli operatori che immettono il carburante sul mercato. In questo contesto, Faib e Fegica ribadiscono la richiesta di introdurre un sistema di contenimento dei prezzi definito e disciplinato per legge, ritenendolo uno strumento più efficace per garantire maggiore trasparenza e condizioni più eque nel mercato.
Nel comunicato vengono inoltre richiamate altre misure pubbliche, come i crediti d’imposta destinati ad autotrasportatori, agricoltori, pescatori e tassisti, evidenziando la necessità di assicurare che tali interventi raggiungano concretamente i beneficiari previsti. Secondo le associazioni, l’efficacia degli interventi pubblici non può dipendere esclusivamente da impegni volontari degli operatori della filiera.
Faib e Fegica concludono quindi con un appello al rafforzamento delle garanzie sull’applicazione delle misure fiscali, affinché i benefici previsti possano tradursi in vantaggi concreti per consumatori e categorie interessate.