Dal 28 ottobre 2026, con l’entrata in vigore della legge n° 4/2026, che ha modificato il d.lgs. n. 190/2024, le aree agricole idonee a livello regionale, non possono essere inferiori allo 0,8% né superiori al 3% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) regionale. Tale previsione normativa, che ha un chiaro intento di contenimento della quantità di aree idonee all’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici, ha messo in evidenza, più di quanto non fosse in passato, l’urgenza di risolvere alcune criticità normative legate alla definizione e alla corretta interpretazione della SAU e della SAU occupata, nonché della Produzione Lorda Vendibile (PLV) e del suo mantenimento.


Il quadro normativo e la definizione di SAU

Come riportato da pv-magazine.it, Fabiano Spano, co-founder dello StudioAlami, ha sottolineato come la legge n° 4/2026 abbia introdotto un limite percentuale della SAU regionale per le aree agricole idonee, variabile dallo 0,8% al 3%, in funzione della dimensione della regione. Questo ha evidenziato l’esigenza di risolvere alcune criticità normative legate alla definizione e alla corretta interpretazione della SAU, della SAU occupata, della Produzione Lorda Vendibile (PLV) e del suo mantenimento per gli impianti agrivoltaici.

Una delle principali criticità risiede nelle differenze di interpretazione a livello regionale riguardo alla SAU e alle modalità di contabilizzazione delle superfici occupate dagli impianti, sia per quanto riguarda l’agrivoltaico sia per il fotovoltaico a terra.

Secondo Carmine Lubritto, professore di Fisica Applicata presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, la Regione Campania si distingue in questo contesto. Nel contesto delle Linee Tecniche di Attuazione Regionali (Litar), la regione ha definito in maniera chiara la SAU, includendo seminativi, prati permanenti, pascoli e colture permanenti, ed escludendo coltivazioni per arboricoltura da legno e superfici a bosco naturale. La Regione ha anche precisato le modalità di calcolo della SAU all’interno della Superficie totale di ingombro dell’impianto agrivoltaico (SPV), definendo in modo chiaro la cosiddetta SAU occupata.

Questa chiarezza normativa rappresenta, secondo Lubritto, un esempio virtuoso che potrebbe essere preso come modello da altre regioni italiane, per garantire un quadro normativo omogeneo e favorire lo sviluppo dell’agrivoltaico.

Spano evidenzia inoltre che, in altre regioni, le regole operative per la SAU sono ancora in via di definizione e che in alcuni casi le definizioni regionali non coincidono perfettamente con gli standard europei. Questo crea incertezze per gli sviluppatori di impianti agrivoltaici, che devono confrontarsi con regole differenti a seconda del territorio.

Un altro tema critico riguarda gli interventi di rinaturalizzazione e il loro impatto sulla SAU e sulla PLV. Spano sottolinea come, in alcuni casi, interventi positivi per il paesaggio e la biodiversità possano avere effetti negativi sul calcolo della SAU e della PLV, creando ostacoli normativi per i progetti agrivoltaici.

Nel contesto delle Litar, la definizione chiara della SAU e delle modalità di calcolo della SAU occupata rappresenta un passo avanti importante per lo sviluppo dell’agrivoltaico, anche se restano alcuni punti critici da risolvere a livello nazionale, come la definizione di SAU occupata e i requisiti di mantenimento della PLV.

Secondo Lubritto, l’agrivoltaico rappresenta uno strumento fondamentale per la transizione energetica, ma il suo sviluppo è strettamente legato alla semplificazione normativa e alla definizione di regole chiare e univoche. La chiarezza normativa è vista come una condizione necessaria per garantire la sostenibilità e l’efficacia dello sviluppo agrivoltaico in Italia.

In sintesi, la definizione chiara della SAU e delle modalità di calcolo rappresenta un elemento chiave per lo sviluppo dell’agrivoltaico, con la Regione Campania che viene indicata come esempio virtuoso grazie alla sua chiarezza normativa. Tuttavia, restano aperte alcune criticità che richiedono un intervento normativo a livello nazionale.

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